16 Feb 2021

La diversa distribuzione interna non configura un illecito edilizio

Secondo il TAR Lazio – Roma rifacendosi ad una risalente pronuncia del TAR Campania – Salerno, in relazione alla modifica meramente interna di locali commerciali, ha affermato che “gli interventi di manutenzione straordinaria di cui all’art. 3, comma 1, lett. b, D.P.R. n. 380 del 2001, ivi compresa l’apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne, purché non riguardino le parti strutturali dell’edificio, possono essere eseguiti senza alcun titolo …”

 Il caso.

Nel caso di specie, il ricorrente ha chiesto al Tribunale di annullare, previa sospensione dell’efficacia, la determinazione dirigenziale di Roma Capitale inerente l’ordine di demolizione relativo alla realizzazione di interventi di ristrutturazione edilizia abusivamente realizzati in Roma.

A sostegno della sua domanda il ricorrente sosteneva, altresì, la tenuità degli abusi e richiedeva l’applicazione della sola sanzione pecuniaria data, l’indemolibilità tecnica delle opere senza pregiudizio per le parti legittime dell’immobile.

Il contesto normativo.

Il D.P.R. 380/2001, art. 3, comma 1 lett. b)  intitolato “interventi di manutenzione straordinaria” raggruppa una serie di opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti.

La decisione.

I giudici amministrativi, hanno inizialmente confermato la legittimità dell’ordine impartito con riferimento agli altri manufatti costruiti, sostenendo in primo luogo, che la sanzione pecuniaria per interventi realizzati in assenza o difformità del titolo edilizio costituisca una misura eccezionale, alternativa alla demolizione solo ove risulti l’impossibilità del ripristino, che può essere fatta valere dall’interessato soltanto in sede di esecuzione dell’eventuale ordine di demolizione, non in sede di adozione dello stesso.

In secondo luogo, hanno rilevato che neppure le altre doglianze, svolte in relazione alla eventuale tenuità degli abusi ed alla pretesa irrilevanza anche edilizia degli stessi, siano in alcun modo condivisibili, stante l’indubbio aumento di superficie e di volume utile prodotto dai lavori.

Diversamente, in relazione all’ordine di rimozione delle “differenze nella distribuzione interna” dell’immobile, il TAR Lazio – Roma 23/11/2020, n. 12304, ha ritenuto che l’ordine demolitorio, con riferimento alla realizzazione delle opere interne dell’appartamento, debba essere annullato.

I giudici amministrativi, infatti, avallando l’orientamento giurisprudenziale secondo il quale “gli interventi di manutenzione straordinaria di cui all’art. 3, D.P.R. 380/2001 comma 1 lett. b), ivi compresa l’apertura di porte interne o lo spostamento di pareti, purché non riguardino le parti strutturali dell’edificio, possono essere eseguiti senza alcun titolo, anche se previa comunicazione, con conseguente illegittimità dell’ordine di demolizione di opere edilizie e di ripristino dello stato di luoghi, qualora essi si concretizzino nella diversa distribuzione interna degli ambienti (T.A.R. Campania, Salerno, Sez. II, 2.01.2019, n.1, in relazione alla modifica meramente interna di locali commerciali)” hanno accolto in parte il ricorso e, per l’effetto, annullato il provvedimento di demolizione impugnato limitatamente alla realizzazione delle opere interne.

Vicenza, lì 16 febbraio 2021


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